ISTAT ricoveri e morti per droga 2015-2017

Ieri ISTAT ha pubblicato il rapporto periodico sulla salute mentale per gli anni 2015-2017, un documento interessantissimo che trovate in https://www.istat.it/it/archivio/219807 .

Per quanto riguarda gli eventi droga-correlati, ci sono numeri che ben si accordano e completano i nostri di http://www.geoverdose.it .

Primo dato è sui ricoveri, ricavati con le schede di dimissione ospedaliera. Testualmente:

Con riferimento alle dipendenze, nel 2016 i ricoveri per diagnosi droga-correlata sono 108 ogni milione di residenti (pari a 6.575, +10% rispetto al 2015), in aumento nell’ultimo triennio soprattutto tra i giovani di 15-34 anni.

Questo dato evidentemente è rapportato alla popolazione totale.

Rapportando come d’uso nel settore delle dipendenze alla popolazione della classe di età 15-64, risulta un tasso di ricovero di 169 per milione, che raffrontato a quello dei decessi che vedremo più avanti, indica che in linea di massima si osserva un decesso ogni 28 ricoveri circa, e che l’età media dei ricoverati è inferiore a quella dei deceduti (media intorno ai 37 anni).

Sempre facendo un conto grossolano, i 108 ricoveri per milione, confrontato con la stima spesso usata di 1:200 di uso patologico di sostanze, dà un tasso di ricovero annuale di 1 ogni 46; facciamo conto quindi che in media ogni anno 1 persona su 50 nella popolazione di nostro interesse finirà in ospedale per motivi legati alle sostanza.

In merito alle morti, il rapporto dà i seguenti dati:

Diminuisce la mortalità droga-correlata ma aumentano i ricoveri

Le dipendenze da droga rappresentano una manifestazione importante di disturbo della sfera mentale. Secondo le stime fornite nella relazione al Parlamento del 2017, il 33% della popolazione fra i 15 e i 64 anni nel corso della propria vita ha fatto uso di almeno una sostanza psicoattiva illegale; la percentuale aumenta al 44% considerando i giovani fra i 15 e i 34 anni. La cannabis risulta la sostanza più utilizzata e in aumento rispetto all’ultima rilevazione effettuata nel 2014.

Tra le fonti più consolidate nello studio del consumo di sostanze psicoattive e del loro impatto sulla salute rientrano le dimissioni ospedaliere e la mortalità droga-correlata. Nel 2015, in Italia si sono osservati 251 decessi droga correlati, corrispondenti a un tasso di mortalità di 4 decessi per 1 milione di abitanti. L’85,3% dei decessi riguarda maschi, il 3,6% persone di nazionalità straniera, il 21,1% persone tra i 20 e i 34 anni e il 73,3% persone fra 35 e 64 anni. Nel triennio 2013-2015 i livelli più elevati di mortalità si registrano tra i residenti delle regioni del Centro Italia. In quasi tutte le ripartizioni la classe di età più colpita è quella tra i 35 e i 64 anni; fa eccezione il Nord-est in cui le persone più a rischio sono quelle più tra i 20 e i 34 anni (Prospetto 4).

Analizzando il trend della mortalità droga-correlata negli ultimi 12 anni attraverso i tassi standardizzati di mortalità, si evidenzia una forte diminuzione del fenomeno nel tempo e in particolare tra gli uomini, sempre caratterizzati da livelli di mortalità droga-correlata più elevati (Figura 6).

In un arco temporale più esteso, si osserva una progressiva diminuzione del tasso di mortalità droga-correlata a tutte le età e in particolare nei 20-34enni, più duramente colpiti all’inizio del periodo. Inoltre si osserva uno spostamento in avanti dell’età di massimo rischio: dai 25-29 anni del quinquennio 1991-1995 ai 4049 anni del 2011-2015 (Figura 7).

Dal 2013 l’andamento temporale dei tassi annuali di ospedalizzazione con diagnosi droga-correlata risulta in aumento in entrambi i sessi, in controtendenza rispetto al calo generalizzato delle dimissioni ospedaliere. Nel 2016 si è registrato un incremento del 10% rispetto all’anno precedente, che ha portato i ricoveri con diagnosi principale droga correlata ad attestarsi a 6.575, corrispondenti a 108 ogni milione di residenti, con una frequenza negli uomini quasi doppia rispetto a quella delle donne (4.283 contro 2.292). Le classi di età per le quali si è verificato l’incremento maggiore sono quelle dei giovani dai 15 ai 34 anni. Limitatamente ai ricoveri con sostanza stupefacente specificata (41,5% del totale), il 45,3% è riferibile al consumo di oppioidi, il 39,6% al consumo di cocaina, l’11,9% ai cannabinoidi e il restante 3,2% ad amfetamine o allucinogeni.

Anche qui i tassi per milione sono rapportati alla popolazione totale e non a quella 15-64 (quindi vanno aumentati di quasi il 60%).

I dati sulle isole sono piuttosto falsati perché mettono insieme la Sicilia con un tasso di mortalità basso (come Calabria e Basilicata) e Sardegna, con mortalità elevata e simile alle grandi città del nord e del centro.

Infine, emergono tassi di ricovero per cocaina molto alti e simili a quelli per eroina. Come discusso in un precedente post, questo dato sfugge a Geoverdose perché gli eventi da cocaina “non fanno notizia” e appaiono inizialmente come normali eventi cardiovascolari o psichiatrici.

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