Comunicato VII Conferenza Nazionale sulle Dipendenze 2025
Comunicato
Dalla Conferenza Nazionale sulle Dipendenze un segnale importante. Ora servono ricerca, autonomia dei Servizi e un’integrazione qualificata tra pubblico e privato sociale accreditato

La Società Italiana Tossicodipendenze (SITD) esprime sincero apprezzamento per il clima di confronto aperto e costruttivo che ha caratterizzato la VII Conferenza Nazionale sulle Dipendenze, e ringrazia il Dipartimento per le Politiche Antidroga per aver promosso un’importante occasione di dialogo tra istituzioni, servizi pubblici e realtà del privato sociale accreditato.
Un plauso particolare viene rivolto per la grande partecipazione delle massime cariche istituzionali, segno tangibile di un rinnovato impegno politico e culturale verso un tema cruciale per la salute pubblica e per la coesione sociale del Paese.
La SITD ringrazia inoltre l’On. Alfredo Mantovano, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche antidroga, per le parole di stima e di apprezzamento espresse nei confronti del lavoro svolto dalle società scientifiche, riconoscendo il valore del contributo tecnico, formativo e di ricerca che la comunità scientifica offre da anni a sostegno dei servizi e delle istituzioni.
Nel corso dei lavori, è stato sottolineato come la sfida delle dipendenze richieda oggi una governance fondata su evidenze scientifiche, una ricerca più solida e servizi realmente autonomi e specializzati, capaci di rispondere con efficacia a un fenomeno in rapida evoluzione.
Accanto alle forme tradizionali di dipendenza da sostanze, si impongono infatti le nuove dipendenze — da comportamenti, tecnologie o farmaci — spesso in comorbilità con disturbi psichiatrici e associate a condizioni di vulnerabilità sociale, che richiedono strumenti di cura aggiornati e modelli organizzativi flessibili.
Nella prospettiva auspicata dalla SITD, sarà fondamentale rafforzare la ricerca sui meccanismi neurobiologici e psicologici del craving, concetto chiave per la comprensione e il trattamento delle dipendenze, e valorizzare le evidenze scientifiche come riferimento imprescindibile per le scelte di programmazione e per la definizione delle politiche pubbliche.
Solo una base conoscitiva solida e condivisa potrà garantire interventi efficaci e coerenti a livello nazionale.
È stato inoltre evidenziato il bisogno di rivedere la normativa vigente, ormai distante dal mutato contesto clinico e sociale, e di elaborare protocolli e PDTA condivisi per una presa in carico efficace delle persone con doppia diagnosi o comorbilità psichiatrica.
Un’attenzione particolare è stata rivolta all’organizzazione dei Servizi per le Dipendenze (Ser.D.), che devono poter operare con autonomia gestionale e di bilancio, pur mantenendo un’integrazione stabile nella rete territoriale e dipartimentale.
È necessario preservarne l’alta specializzazione e la vocazione multidisciplinare, promuovendo una collaborazione con la psichiatria che non snaturi la specificità del loro intervento, ma la rafforzi in una prospettiva realmente sinergica.
L’integrazione con il privato sociale accreditato rappresenta una risorsa strategica di questo sistema, da realizzare attraverso percorsi di co-progettazione e co-programmazione evidence-based, fondati sulla condivisione di obiettivi, sulla continuità assistenziale e sulla valorizzazione delle competenze di tutti gli attori coinvolti.
Altro tema centrale riguarda la formazione, considerata il fondamento per il futuro del sistema: nei contesti universitari e post-universitari occorre potenziare percorsi dedicati alla disciplina clinica delle dipendenze, in stretta sinergia con la comunità scientifica, per garantire competenze aggiornate e qualità professionale nei servizi.
Nel suo intervento conclusivo, l’On. Mantovano ha definito la lotta alle dipendenze una “sfida decisiva per il futuro della civiltà”, richiamando la necessità di una strategia nazionale unitaria e di un sistema integrato che superi la frammentazione tra istituzioni e territori.
La SITD condivide pienamente questa visione e la considera un punto di partenza importante per una nuova fase di collaborazione tra ricerca, servizi e politica.
Affinché l’integrazione sia autentica e produttiva, è però indispensabile che poggi su ricerca, formazione, autonomia professionale e riconoscimento delle competenze specialistiche di chi opera quotidianamente nei servizi.
Solo così sarà possibile coniugare la dimensione istituzionale e quella clinica, restituendo coerenza, efficacia e continuità al sistema di prevenzione, cura e riabilitazione.
La Società Italiana Tossicodipendenze rinnova la propria disponibilità a collaborare con il Governo e con il Dipartimento per le Politiche Antidroga nella definizione di un piano nazionale fondato su evidenze, professionalità e un’integrazione qualificata tra pubblico e privato sociale accreditato, capace di rispondere con strumenti moderni e competenti alla complessità del fenomeno e di tutelare in modo concreto la salute delle persone e delle comunità.
Il Presidente Nazionale SITD
Prof. Marco Diana