Alcover prescrivibile solo nell’astinenza acuta? Comunicato della Direzione Nazionale SITD

Cari Soci,
una recente decisione del Comitato Tecnico Scientifico di AIFA, l’agenzia italiana del farmaco, può portare ad una restrizione delle indicazioni autorizzate per l’Alcover.

In pratica resterebbe indicato soltanto nella sindrome astinenziale acuta, e non sarebbe più possibile impiegarlo nelle fasi successive, come anticraving e per prevenire la ricaduta.

È facile capire come un simile cambiamento preoccupi i clinici delle dipendenze. Il farmaco è in uso in Italia da quasi trent’anni senza problemi significativi, ed ha consentito a migliaia di persone di affrancarsi dalla dipendenza da alcool. Una simile restrizione di indicazioni non solo priverebbe la medicina delle dipendenze di uno strumento unico nel suo genere (non ci sono altri farmaci autorizzati in Italia per l’alcolismo con lo stesso profilo farmacodinamico) ma porrebbe un grave problema per i trattamenti farmacologici in essere, per i quali si dovrebbe ipotizzare una sospensione con tempi e modalità tutti da determinare, ed un concreto rischio di indurre ricadute nell’alcolismo.

Per questo motivo il Direttivo Nazionale di SITD ha emesso un comunicato che riportiamo di seguito ed anche in PDF stampabile.

Invitiamo i soci e i clinici interessati a contattare AIFA tramite il modulo online messo a disposizione per i professionisti sanitari indicando le proprie generalità, l’azienda e il servizio di appartenenza, e la propria opinione motivata su questa restrizione di indicazioni.

To WHOM IT MAY CONCERN

COMUNICATO SITD IN SEGUITO ALLA DECISIONE AIFA “Esiti Area Vigilanza Post Marketing C.T.S. 29, 30 e 31 Ottobre 2018″

Nei giorni scorsi ci è stato comunicato che nel corso della riunione C.T.S. del 29-30-31 u.s., tra i vari farmaci analizzati, si è proposta una restrizione delle indicazioni d’uso del farmaco Alcover soluzione orale.

Ricordiamo che il farmaco è distribuito sia in Italia che in Austria. In particolare, in Italia viene prescritto dal 1991. L’impiego di tale farmaco nel corso di questi 27 anni ha segnato un passo fondamentale e significativo nel trattamento farmacologico del Disturbo da Uso di Alcool associato a interventi psicosociali (Biggio et al., 1992; Ferrara et al., 1992; Gallimberti et al., 1992; June et al., 1995; Addolorato et al., 1996, 1999, Beghè e Carpanini, 2000; Gessa e al., 2000; Stella et al., 2008). Attualmente è utilizzato con buoni risultati sia per il trattamento della sindrome di astinenza e sia per il mantenimento dell’astensione dall’alcool, in particolare in soggetti con consumo alcolico a rischio molto elevato (più di 100 g/die di alcool per l’uomo e più di 60 g/die di alcool per la donna). (Gallimberti et al., 1989; Addolorato et al., 1996, 1998, 1999; Moncini et al. 2000; Nimmerrichter et al., 2002; Caputo et al., 2003, 2007; Nava et al., 2007; Stella et al., 2001, 2008, 2011; Maremmani et al., 2001, 2011, Cacciaglia et al., 2013; Skala et al. 2014, Caputo et al., 2015).

Tra i vari trattamento disponibili l’Alcover rappresenta un presidio terapeutico di provata efficacia, testimoniato da migliaia di pazienti e da numerosi lavori presenti in letteratura (Addolorato et al., 1996; Stella et al., 2001, 2008; Keating, 2014; van den Brink et al., 2018, ecc.), in una patologia estremamente disabilitante, sia in termini di aspettativa di vita sia in termini di costi sociali e sanitari, diretti o indiretti (Rehm et al., 2018).

La limitazione delle indicazioni terapeutiche creerebbe sicuramente un problema con conseguenze imprevedibili con un serio rischio per la salute dei pazienti con dipendenza da alcool. Infatti, la riduzione delle indicazioni data al solo impiego nella crisi di astinenza, precluderebbe il trattamento per una fascia significativa di pazienti alcolisti con possibili ricadute sul funzionamento dei Servizi con gravi conseguenze sia per i sanitari che per i pazienti. Bisognerà capire come sarà possibile garantire la continuità terapeutica per quei migliaia e migliaia di pazienti in trattamento a mantenimento per il controllo del craving e come si potrà gestire una fase di transizione che dovrebbe portare a prescrivere il farmaco solo nel controllo della crisi di astinenza.

È quindi lapalissiano che, in base a quanto esposto, la nostra Società esorti tutti gli Autori coinvolti nella tematica di riconsiderare tale decisione, affinché i professionisti del settore possano continuare a prescrivere in scienza e in coscienza il farmaco come è avvenuto in questo quasi ultimo trentennio, evitando ulteriori inutili problemi anche perché da più parti è stato detto che negare l’accesso alle migliori cure rappresenta un crimine contro l’umanità.

16 novembre 2018

La Direzione Nazionale
SITD Società Italiana Tossicodipendenze

 

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