La burocrazia, l’eroina e la morte

 

Sei mesi fa avevamo avvisato che nelle aree di Torino e di Bolzano circolava eroina di titolo insolitamente elevato, e si rischiava di morire.
L’allerta pervenuta dall’Istituto Superiore di Sanità, come tutte le precedenti, vietava la divulgazione e la pubblicazione su web, e quindi giornali, tv, siti internet non ne hanno parlato. In pochi l’abbiamo fatto lo stesso.

VIETATE LA DIVULGAZIONE
E LA PUBBLICAZIONE SU WEB

Ce ne siamo lamentati in passato, senza ricevere risposta.

Oggi arriva una nuova allerta ufficiale perché c’è stato un decesso a Vipiteno, provincia di Bolzano, a luglio, per eroina definita “con alta percentuale di principio attivo”. La percentuale è di poco superiore al 23%, non altissima di per sé, ma probabilmente superiore a quella a cui chi l’ha consumata era assuefatto.
Chissà se se ne fosse parlato sui media, magari sarebbe ancora vivo.

Nel resto dell’Unione Europea i bollettini vengono pubblicati, in forma completa (Belgio), semplificata (Austria, Francia, Slovenia) e addirittura resi disponibili ai consumatori su un’app per cellulari (Olanda).

In Italia, no. VIETATA LA DIVULGAZIONE E LA PUBBLICAZIONE SUL WEB. 

Non esiste nessun obbligo di riservatezza per queste informazioni secondo EMCDDA che coordina il sistema al livello europeo.

Non sappiamo perché l’Italia insista in questo pericoloso riserbo. I contatti intercorsi con le Istituzioni ancora non hanno ancora portato a nulla di fatto.
Non vogliamo pensare che qualcuno ritenga che avvertire i consumatori di rischi “maggiori del solito” sia equivalente ad aiutarli a drogarsi meglio, perché sarebbe una dimostrazione di negligenza e incompetenza inaccettabili.

Ma non possiamo tacere che finché le informazioni salvavita circoleranno solo tra ministeri, laboratori, sanitari e forze dell’ordine, senza raggiungere in ogni maniera possibile chi è a rischio, il nostro sistema di allerta resterà un sistema di allerta inutile.

 

Un pensiero riguardo “La burocrazia, l’eroina e la morte

  1. Mariagrazia Fasoli ha detto:

    Tra l’altro quando lavoravo al SERT la catena burocratica era tale che le informazioni arrivavano per via ufficiale MESI dopo il riscontro dei fatti. Per esempio noi diffondevamo i dati Eurosurveillance e dopo 2 mesi la stessa informazione arrivava inutilmente dalla Regione (perchè da Roma non mandano ai SERT ma agli Uffici, se no si offendono e strillano alla vilazione del malefico titolo quinto che purtroppo il popolo sovrano, ma secondo me anche somaro, ha voluto tenrsi così com’è!). Comunque, secondo me è un divieto che ha non nessun valore. Che segreto potrebbero mai invocare? La riservatezza dei dati personali no, perchè non sono dati personali. Il segreto d’ufficio no, perchè riguarda solo “informazionei che debbano restare segrete” e non è certo il caso e comuque ce lo dovrebbero scrivere. Il diritto d’autore? no perchè si diffonderebbe la notizia non “l’opera dell’ingegno” del redattore . E allora? Tra l’altro, se funzionasse il sito, le allerte dovrebbero stare tutte qui http://allerta.dronet.org/allerte_attive.html Vedere la differenza con Eurosurveillance che è qui e manda le newsletters gratis http://www.eurosurveillance.org/

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